La normativa regionale

La formazione

Il contratto di apprendistato prevede, in tutte le sue forme (per il diploma professionale, professionalizzante e per l'alta formazione), un periodo di formazione.

Il contratto di apprendistato professionalizzante prevede una formazione annuale articolata in formazione di base - trasversale, e formazione tecnico - professionale e la cui durata viene sancita dai CCNL che avranno recepito il nuovo Testo Unico dell'Apprendistato.
La formazione di base - trasversale è uguale per tutte le figure professionali, ed attiene in genere alle seguenti conoscenze:

  • sicurezza sul lavoro;
  • organizzazione aziendale,
  • contrattualistica,
  • competenze relazionali.

La formazione tecnico professionale è invece specifica per la mansione che l'apprendista dovrà svolgere in azienda, ed attiene ai contenuti dell'attività lavorativa.

 
Formazione formale e non formale
Per formazione formale si intende la formazione annuale di 120 ore che deve avere le seguenti caratteristiche:

  •  essere svolta  in  un  ambiente  organizzato  e  strutturato,  ovvero  presso  un  organismo  di  formazione,  nel rispetto  dei  requisiti  in  materia  di  accreditamento  di  cui  alla  D.G.R.  n°  808/04  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  ovvero  tramite  altri  strumenti  quali  la  formazione  a  distanza  per  quei moduli didattici che ne rendono possibile l’utilizzo;  
  • assistita da figure professionali competenti;  
  • esplicitamente progettata come apprendimento in termini di obiettivi, tempi e risorse;  
  • intenzionale dal punto di vista del soggetto che apprende;  
  • verificabile e certificabile con riguardo agli esiti.

Per formazione non formale si intende la formazione che viene svolta sul luogo di lavoro (training on the job) con l'affiancamento di un tutor aziendale.

Il tutor aziendale
E' un dipendente dell'azienda con sufficiente esperienza professionale nella mansione che dovrà affiancare e guidare l'apprendista nel proprio percorso di inserimento in azienda in possesso dei seguenti requisiti:

  • esperienza professionale di almeno 3 anni nella mansione dell'apprendista;
  • inquadramento contrattuale pari o superiore a quello dell'apprendista;
  • aver frequentato un corso di formazione della durata di 12 ore (Regione Campania) per l'acquisizione delle conoscenze necessarie all'affiancamento dell'apprendista.
  • tecniche di pianificazione e accompagnamento dei percorsi di apprendimento e socializzazione lavoarativa
  • componenti per la valutazione dei progressi e dei risultati conseguiti dall'apprendista

Nelle imprese con meno di 16 dipendenti e nelle imprese artigiane il ruolo di tutor può essere svolto anche dal datore di lavoro in possesso delle necessarie competenze certificate o da un dipendente inquadrato da almeno due anni in un livello pari o superiore alla qualifica che l'apprendista intende conseguire.
In ogni caso ciascun tutor non può affiancare più di 5 apprendisti.

Quanti apprendisti si possono assumere?

  • per le Aziende con un numero di lavoratori pari e/o superiori alle 10 unità non può essere superato il rapporto 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. Es.: in un'azienda con 10 lavoratori specializzati o qualificati, il numero di apprendisti da poter impiegare sarà pari a 15. In sostanza per ogni 2 lavoratori specializzati o qualificati è possibile assumere 3 apprendisti.
  • Per la Aziende con un numero di lavoratori inferiori alle 10 unità, il rapporto è pari al 100% delle maestranze qualificate. Es.: se un'azienda ha 7 dipendenti assunti a tempo indeterminato, potrà assumere massimo 7 apprendisti.
  • Diverso è il discorso per le ditte individuali o Aziende senza dipendenti: in tal caso il datore di lavoro, pur non avendo maestranze qualificate in azienda, potrà assumere fino ad un massimo di 3 apprendisti.

Il tutor formativo
Mentre il tutor aziendale ha il compito di affiancare l'apprendista sul luogo di lavoro durante lo svolgimento delle proprie mansioni, il tutor formativo ha il compito di assistere  l'apprendista durante la formazione formale.

Formazione interna e formazione esterna
Come specificato precedentemente la formazione formale deve svolgersi in un ambiente organizzato e strutturato, cioè un organismo di formazione, e deve essere svolta da personale qualificato.
Ci sono tuttavia casi in cui l'azienda può provvedere internamente alla formazione dei propri apprendisti, cioè nel caso in cui abbia capacità formativa formale espressa da:

  • presenza di locali idonei alla formazione e non adibiti nè alle attività di vendita nè a quelle di produzione;
  • disponga di personale interno qualificato per trasmettere all'apprendista le nozioni teoriche pratiche previste dal percorso formativo (docenti)
  • disponga di attrezzature e macchinari idonei alla formazione.

Se il datore di lavoro dichiara falsamente di possedere capacità formativa interna, e di poter provvedere dunque autonomamente alla formazione dei propri apprendisti, in caso di accertamenti da parte degli Organi ispettivi preposti, la formazione sarà considerata non svolta.

Modalità di formazione
In fase di predisposizione del piano formativo dell'apprendista, vengono stabilite anche le metodologie di formazione da adottare.
Oltre alla formazione tradizionale in aula esistono infatti altri metodi didattici, quali l'e-learning, ovvero la formazione a distanza, simulazioni, esercitazioni, ecc., ed in generale tutti quegli strumenti che possono essere utili ai fini didattici.
La metodologia didattica più idonea è quella che integra in modo sinergico più metodi formativi (es: aula + FAD), ma in generale nella scelta del metodo da implementare è bene consultare il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro) di riferimento, che in taluni casi può stabilire dei vincoli nella scelta dei metodi didattici (es.: il CCNL Commercio stabilisce che la formazione a distanza non può superare il 20% del monte ore totale di formazione). Tuttavia bisogna considerare che nel campo della formazione la normativa regionale prevale su quella nazionale (CCNL), quindi in caso di difformità tra le 2 bisogna attenersi a quanto regolamentato dalla propria Regione.
Qualora l'attività formativa venga svolta interamente all'inteno dell'azienda, invece, la stessa dovrà essere in grado di erogare formazione e dimostrare di possedere le risorse umane idonee a trseferire competenze e conoscenze richieste dal piano formativo, assicurandone inoltre lo svolgimento in ambienti adeguati.
Al termine del rapporto di apprendistato il datore di lavoro attesterà quindi l'avvenuta formazione, dandone comunicazione per iscritto all'apprendista 30 giorni prima della scadenza del periodo formativo. Il datore è tenuto altresì alla comunicazione, all'ente bilaterale, dei nominativi degli apprendisti ai quali sia stata attribuita la qualifica  entro 5 giorni  .
 
Obbligo di formazione e sanzioni
La formazione dell'apprendista è OBBLIGATORIA e la violazione del carattere formativo dell'apprendistato comporta per il datore di lavoro inadempiente il pagamento di una sanzione pecuniaria pari alla differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%.

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